La mostra Le Maschere della Vita, firmata dal rinomato maestro Rossano Ferrari, che si é tenuta presso PHI Hotel Canalgrande di Modena sabato 22 febbraio, ha visto la partecipazione del poeta sociologo dell’arte Sergio Bevilacqua che ha tenuto un intervento dal titolo Smascheramenti Carnevaleschi Ferrariani.
La mostra che esplora il tema della maschera come simbolo di identità, apparenza e introspezione, richiamando suggestioni culturali che spaziano dalle maschere tribali africane al teatro greco, dal Carnevale Veneziano fino ai concetti filosofici di Pirandello e Schopenhauer, ha avuto grande successo di pubblico e di critica. La presenza di Sergio Bevilacqua ci ha dato l’opportunità di esplorare insieme le opere di Ferrari da un punto di vista sociologico che Bevilacqua ha potuto offrirci ed al quale abbiamo chiesto:
– Lei ha parlato di doppiomosaicismo, ce lo può spiegare meglio?
“Rossano Ferrari ha questa caratteristica del doppiomosaicismo – ci riferisce Sergio Bevilacqua – e lo posso dire perché un po’ lo condividiamo con lui, infatti mi ha detto: “ Sergio hai proprio ragione e, se posso userò proprio questa definizione che tu hai individuato nella mia arte”.
“Conoscendo Rossano e non soltanto i suoi quadri, anche se i suoi quadri visti nella loro profondità, che può anche sfuggire in alcuni casi, hanno dentro di sé questo principio che é quello di una doppia elaborazione: una formale, che é quella che appare attraverso tessere di colore che si compongono un po’ come un mosaico, nella gran parte delle sue opere, in particolare in quelle recenti. Vi sono anche quelle un po’ più datate che hanno caratteristiche relativamente diverse, anche se si capiva già che c’era questa strada che lui percorreva del mosaico di tessere di colore.”
– Come é riuscito a dare questa interpretazione e com’è la sua relazione con l’artista?
Innanzitutto, dietro a questo mosaico formale, c’è sempre Rossano, ed é oggetto di interminabili discussioni che noi facciamo, più che altro lo faccio per allenarlo, essendo che io la vedo da un punto di vista sociologico, avendo lavorato sul campo per cinquant’anni, avendo avuto anche esperienze di insegnamento universitario, non ho potuto prescindere dalle mie conoscenze approfondite anche in Italia ed all’estero, anche se il mio campo é diverso, che propende maggiormente verso la sociologia clinica. E’ un po’ come il percorso che ha fatto la psicologia, nella seconda metà dell’800, attraverso le prime forme di psicoterapia, in particolare la psicoanalisi”.
– Professor Bevilacqua, vorrei portare ora l’attenzione su un’altra opera in particolare questa che abbiamo vicino a noi e che ritrae Maria Beatrice d’Este, che chiave di lettura possiamo offrire ai nostri lettori?
“Proprio in questa rappresentazione possiamo fare una doppia riflessione, proprio dal punto di vista del “mosaicismo”, cioè del mosaico di contenuti e dei fatti che hanno impressionato la mente dell’artista e la sua attuazione formale attraverso le tessere di colore. In questo caso “Mary of Modena”, duchessa estense, la quale ha la possibilità di diventare regina di Inghilterra, però non accetta di diventare protestante e anglicana e quindi rinuncia alla corona. Infatti la corona, nell’opera di Ferrari, si trova staccata dalla testa e leggermente in alto e sta ad indicare che Maria Beatrice rinunciò alla possibilità opportunistica di diventare una grande regina, per mantenere l’autonomia del suo pensiero e soprattutto la sua fede.
– Cosa altro possiamo individuare in questo ritratto di Maria Beatrice d’Este?
In questo caso il tratto di Rossano cerca di avvicinare il fruitore a questa “potenziale” regina, che viene ritratta certo come una regina, ma priva di qualsiasi tratto di superbia. Il suo viso é quasi quello di una sorella, di una persona a noi vicina insomma. Così anche nelle altre sue opere, Rossano offre un tocco di familiarità. Sono opere che ottengono anche un ottimo riconoscimento da parte di tanti piccoli collezionisti, perché sono opere, per dirla all’inglese, “friendly” (amichevoli) ,così come lo é l’artista: capace di creare relazioni di amicizia importanti.
Flaviana Barbieri
Al termine dell’intervista al professore Sergio Bevilacqua, è rigoroso menzionare Angelo Malara titolare di Space Gallery, ch’è riuscito a organizzare un evento cucito ad hoc per Rossano Ferrari, istrionico artista e pittore. L’allestimento e il posizionamento dei dipinti è stato fatto in modo che avvolgesse, come un abbraccio, tutti gl’invitati che volteggiavano con i loro magnifici abiti e maschere, al centro della grande sala al incalzante suono della musica di Ramiro Astolfi in arte “Dj Lord Clock” e della sua dolcissima e bellissima compagna Sabrina Casali, entrambi romagnoli, Sant’Arcangelo di Romagna, Rimini.
–Da cosa è nata questa idea di impersonificarsi attraverso questo stile / movimento così inconsueto per un Dj e perché proprio suonare in un contesto così diverso dai soliti luoghi ?
“abbiamo accettato perché siamo in mezzo all’arte perché il movimento “Steampunk”“ è arte oltre a essere un stile di vita. Io come Dj sono un Steampunk perché suono musiche di varie generazioni. Quindi è un viaggio nel tempo. Da qui che nasce l’idea. Invece la scelta del nome è perché doveva essere elegante “ Lord Clock”.
–quando è stato l’incontro con Rossano Ferrari e cosa ha determinato questo sodalizio?
“Attraverso amicizie comuni a Rimini nel 2017/18. Il primo evento insieme è stato fatto come Dj Ramiro. Successivamente ho conosciuto Sabrina che mi ha coinvolto portandomi a conoscenza di questo nuovo mondo, dandomi la possibilità di creare, ma soprattutto, di dare un messaggio. Il Dj è un viaggiatore che con la sua musica viaggia sempre nel tempo, indipendente dalle canzoni”.
-qual è il messaggio umano che date con la Vs. esibizione?
Sabrina, nella vita di tutti giorni, Coordinatore delle professioni infermieristiche, ci spiega:
“staccare la spina dalla routine quotidiana, perché questo è un modo di essere se stessi, infatti anche Ramiro è entrato in questo movimento in modo molto naturale. Ognuno di noi un po’ di passato lo tiene stretto, perché sono le fondamenta per costruire un buon futuro”
Interviene Ramiro aggiungendo :
“Mi ha affascinato poter fare una ricerca di questi materiali per dare un messaggio di bello. Per me viaggiare è una cosa bellissima, sono sempre stato un viaggiatore, infatti ci stiamo organizzando per andare in Inghilterra, proprio dov’è nato questo Movimento. Questa consolle deve esprimere gioia, voglia di vivere e non ha importanza il tempo che passa perché noi siamo VIAGGIATORI NEL TEMPO e facciamo parte del tempo”.
Sabrina spiega:
“Questo è un movimento filosofico narrativo, i giovani sono molto attratti e ci è capitato che dei ragazzi che assistevano alla nostra vestizione, ci hanno detto che avrebbero voluto anche loro arrivare alla ns. età ed essere come noi”.
Sabrina e Ramiro vanno molto spesso agli eventi “COMICS” dove incontrano molto giovani, ma la differenza è che :
“questi ragazzi impersonano i personaggi dei fumetti, noi invece il personaggio lo creiamo con la ns. personalità, dando una impronta una immagine a secondo di quello che vogliamo trasmettere. Ogni volta è differente”.
Ramiro ci mette al corrente che in Italia i colori di base dei vestiti di questo movimento sono due: il nero e il marrone “Ma un bel giorno abbiamo pensato di stravolgere questa consuetudine e ci siamo presentati in un gruppo di 4 tutti vestiti di bianco”
Ramiro e Sabina con grande orgoglio ci dicono che quando sono stati al festival di Lucca più di 50 ragazzi erano tutti vestiti di bianco. La notizia ha fatto il giro del mondo e sono arrivati i complimenti dall’America, Brasile, Inghilterra etc… “mai visti fino ad ora gli Steampunk vestiti di bianco , questo è un esempio di forte rinnovamento che ci dà soddisfazione, aver lanciato una nuova tendenza. Questo nel 2022”.
Ha intrattenuto i presenti l’artista Lirica Rosy Anoush Svazlian Anoush con due brani :L’aurora di bianco vestita del Leoncavallo e Habanera da La Carmen di Bizet.
Al termine uno scroscio infinito di applausi
Laura Rebuzzi